Ammissione.

Ho troppa paura del confronto. Le critiche definite “costruttive” per me sono solo distruttive. Il fatto è che non ho paura di ciò che può pensare una persona estranea al mio mondo, ma temo il giudizio di coloro che mi stanno attorno. Non voglio deludere le persone a cui tengo, e non voglio che esse pensino che qualcosa che faccio sia pari a zero. È per questo che nessuno è a conoscenza di questo blog e mi vergogno come un’idiota a farlo leggere. Forse tutto questo timore nasce dal fatto che in questo sito esterno la mia interiorità (scontatissima antitesi).

Annunci

Riflessione n. 10

Alla fine le tentazioni sono giuste. Almeno puoi capire che razza di persona sei attraverso esse. All’inizio ci stai male ma poi capisci che servono. Almeno puoi scoprire chi sei veramente.

Ricordo funebre n. 1 (spero di non pubblicarne altri)

Un ricordo che mi lascerà per sempre delle scosse nell’animo. Era una domenica pomeriggio, il sole splendeva. Era una giornata stupenda finchè non sono uscita di casa. Ti ho visto, eri morto sull’asfalto, ma eri ancora bello e perfetto come prima. Peró non eri vivo cazzo, stavi tramortito nella tua pozza di sangue. Sto parlando di un gatto, ma era il mio gatto anzi il nostro. Era il gatto della famiglia, uno di noi. Ed ora sei solo un corpicino morto seppellito nel giardino di casa. Sembrerà stupido ma si sente la tua mancanza qua. Andremo tutti avanti ma senza mai dimenticarti.
Buonanotte cucciolo.

Riflessione n. 7

Cadendo nel banale voglio affermare che gli incroci di sguardi sono ciò che più turbano e allo stesso tempo appagano la mente. Bastano quei due occhi che vedo quotidianamente ad illudermi. Non ho idea di chi tu sia o cosa faccia, ma ci troviamo sempre nelle stesse quattro mura a stuzzicarci con delle occhiate fugaci. Nessuno sguardo duraturo, non lo reggo. Eppure il fascino degli occhi è incomparabile. E tu sai bene che sguardo lanciarmi addosso, come un freddo proiettile che sfiora le labbra. Il resto é solo un apparato effimero di quelle due luci che mi fanno pulsare il sangue mi spengono il cuore.

Riflessione n. 6

Non ce la faccio più a sentir dire: “Ma siamo giovani, che c’importa del futuro?!” Non voglio crocifiggere nessuno, ma noi saremo i protagonisti di quel futuro di cui non ci curiamo. Solo io me ne rendo conto?! Solo io voglio essere un tassello fondamentale del domani?! Mi sento a disagio, non voglio far parte di questa realtà colma di menefreghismo.